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Radio Italia, il traffico, il palermitano

Radio Italia, il traffico, il palermitano

Il palermitano medio perdona solo il Festino, mai svegliarlo dal torpore e dagli ordinari ritmi lenti

Il palermitano medio ama borbottare. E' come le cameriere delle telenovelas, non appena il padrone si allontana iniziano a sparlare.
È attività cognitiva, non é atteggiamento o costume. E' visione del mondo, sistema di valori, orizzonte politico. Lui o lei devono parlare male del padrone. Si tratti del sindaco, dall'assessore, del viceré, del commerciante, del barista, dell'allenatore, del presidente del Palermo.. è  solo questione di mettere in moto la macchina neuronale e non c'è scampo, manco per sorelle e cognati.
Fisiologico e necessario come la peste e il festino. Vive così nella dialettica amico/nemico. O ti porta al bar e ti offre il caffè o ti inserisce sul libro nero, ma solo temporaneamente senza rancore perchè è facciolo. Anche Santa Rosalia viene occasionalmente sparlata, figuriamoci sindaci e assessori. Io voglio stare dalla parte del sindaco nell'occasione del concerto di stasera organizzato da radio italia. E' un evento che fa circuito ed economia, quindi sono con Radio Italia, l'organizzazione, le misure di sicurezza, tra le altre cose, ampiamente pubblicizzate nei giorni scorsi.
La questione è più strutturale. Il palermitano si lamenta, è il lamento. Non appena qualcosa gli genera un minimo di sofferenza, come le due ore di traffico di stamattina, parte con la crociata diventando pure creativo e ritrovando tutte le energie che gli sarebbero servite per esprimere meglio il suo profilo professionale di lsu o impiegato regionale o comunale.
E' rimasto quello che combatteva contro il potere in pieno barocco. I social valorizzano questo pessimo tratto di personalità. Non importa il tipo e il significato del bersaglio. E' una crociata viscerale, senza target. Può trattarsi della cacchetta del pincher o di Eros Ramazzotti. Considerate che lui è sempre stato social e privo di progettualita' e Facebook è solo la rappresentazione di quanto faceva già nel cortile, nel baglio, al mercato, nella taverna. Gli devi dare un ombrellone, una cassetta di forst ghiacciate e una teglia di pasta al forno. Quando vi imbattete nel post tipico di crociato palermitano fate i peer educator: non cagatelo e passate avanti.