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Quando la tracotanza dell’ego comunicativo batte la leucemia

Quando la tracotanza dell’ego comunicativo batte la leucemia

L'albero di Natale allestito a Palermo, a piazza Politeama, è già stato fatto a pezzi dall'uomo comune che ora usa pure i social

Interessante assistere quotidianamente sui social alla polarizzazione delle opinioni: destra e sinistra, corrotto e onesto, giornalista e blogger, vegano e onnivoro e via, potremmo elencare una serie infinita di opposizioni su base nominalistica.

Tra le polarizzazioni più fresche tra gli utenti vi è una polemica che nella dicotomia bello-brutto investe l’albero di Natale che è stato allestito a piazza Politeama a Palermo. Ogni anno quel simbolo diventa uno strumento per valutare in prossimità delle festività natalizie le intenzioni e le casse dell’amministrazione comunale.

L’albero 2017, dopo appena tre giorni è stato massacrato dagli utenti di facebook con espressioni del tipo ‘fa cagare’ o, per rimanere in tema, ‘dove si trova la catenella’, ‘bruciamolo o conserviamolo per la vampa di San Giuseppe’, ‘è bruttissimo’, ‘non c’è più religione’.
Peccato che l’edizione quest’anno assume un significato e un carattere simbolico molto forte. Si chiama Albero dei Desideri ed è stato allestito con gli addobbi preparati dai bambini del reparto oncologico dell’Ospedale Civico di Palermo.

Insomma una social gaffe, ingiustificata dal mio punto di vista. La maggior parte dei detrattori della bellezza dell’albero ci tengono a ricordare agli altri che l’estetica è dimensione pura, scevra da ogni carattere etico, che qualsivoglia giudizio sulla bellezza di un oggetto si legittima nel canone. Ma non sono certo gli esteti a peccare di mancanza di pudore verso i bambini oncologici. Gli esteti non possono fare che bene alla sensibilità comunicativa dentro uno strumento da middle class ed erano ben informati sull’origine degli addobbi. Il loro giudizio sull’albero brutto rimane confinato alle caratteristiche botaniche, perché con discreta probabilità hanno tagliato l’abete più spennacchiato delle madonie facendo un torto agli addobbi.

E’ possibile che gli operai della forestale abbiamo scelto un albero al di sotto dello standard degli abeti dei boschi madoniti, un albero normale, non tra i più belli, un po’ sofferente; nulla di grave in quanto si tratta di operai delle forestale e non di critici d’arte.
Infastidisce invece questa approccio polemico del palermitano disinformato che non legge i giornali e gli articoli, coglie qualche titolo, vede una foto scattata anche storta, più storta dell’albero e immediatamente, con il suo intuito antidominazioni, spara a zero e non si accorge che i desideri dell’albero brutto sono quelli dei bambini leucemici e delle loro famiglie.
Questo tipo di palermitano non costruttivo, povero di idee e orgoglioso come una iene ridens, fa proprio pena, anche a Natale.