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Porta-mi via da Poggioreale

Porta-mi via da Poggioreale

Visitate il borgo antico anche se dentro quello spazio vi sentirete dei fuorilegge

Le porte e le finestre sono sempre un tramite situato in uno spazio neutrale. Tocca a noi stabilirne il senso e la possibilità di chiuderle o di renderle accessibili all'Altro

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Anche tra i ruderi del terremoto che nel '68 ha colpito la valle del belice possiamo immaginare uno spazio ancora costruttivo e intimo. Uno spazio che vale più del tempo turistico della visita.

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Porte e ingressi non si aprono, né si chiudono, stanno lì a testimoniare il tempo che si è fermato anche più di quanto abbiano fatto le pastoie burocratiche e le speculazioni edilizie della ricostruzione. E la sedia è parzialmente utile al suo scopo.

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La natura resiste e anche attraverso la parietaria infestante si fa notare bruciando le narici, ma la natura dell'uomo è più forte della natura naturale. Le porte sono il simbolo più umanizzato del borgo antico e non sono state mai dileggiate, né saccheggiate. Ora segnano l'ingresso verso uno spazio non ordinato e privo di stabilità. Il sisma può diventare qui una condizione interiore di sofferenza accompagnata da una sensazione a tratti di autocompiacimento. In fondo possiamo farci solo una blanda idea di cosa allora possa aver significato uscire per sempre da quelle porte.

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