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Polarizzazione con contorno di Povia&Co

Polarizzazione con contorno di Povia&Co

I social attivano e diffondono forme di paranoia senza alcuna possibilità di terapia farmacologica 

La polarizzazione delle opinioni favorita dai social ci chiede ordinariamente un conto salatissimo, soprattutto all'utenza della fascia di età 40-50 anni.
Ci sono argomenti-chiave che alimentano la dialettica producendo rigide antinomie e posizionamenti individuali accompagnati, almeno secondo quanto si rileva nei propri contatti sui social, da forme di chiusura e di interruzione del confronto. Agli argomenti classici cari ai complottisti come le scie chimiche, il controllo sociale, il terrorismo americano si aggiungono temi nuovi come i vaccini, la scuola, la religione confessionale, l'immigrazione, il vegetarianismo e il veganesimo.
Alcune professioni come quella del medico, dell'avvocato, del bancario o dell'insegnante sono considerate non solo improduttive per la crescita di tutti, vocate alla falsificazione della realtà,  ma anche di ostacolo alla stessa funzione dei social nella direzione della trasparenza e dell'accertamento della verità. Nel caso specifico dei docenti della scuola pubblica si tratta ormai di una crociata quotidiana ad opera delle famiglie, poiché quest'ultime sentono in pericolo la libertà dei figli e vedono l'istituzione scolastica come un ostacolo alla crescita dei figli, alla realizzazione dei loro desideri. 

Ma anche i docenti della scuola italiana sembrano avere alzato molti muri e quando la discussione scivola sulle responsabilità della scuola e della famiglia si irrigidisce il confronto. Le ricerche confermano personali e piccole impressioni. Facebook in particolare ha attivato tutte le paranoie possibili e rappresentabili all'interno della sfera professionale a causa probabilmente delle scarsa autorealizzazione personale e sociale sul luogo di lavoro e dell'indebolimento complessivo del legame fiduciario con le istituzioni, sia che si tratti di attaccare una unità di pronto soccorso o di una scuola dell'infanzia.

Oggi pomeriggio ho spulciato un post su un recente concerto di Povia, un cantautore che sta sfruttando una modesta e radicale presa di posizione attraverso le sue canzonette su temi caldi, che richederebbero ben altre riflessioni ed impegno artistico.
Povia viene invitato in una parrocchia con duecento persone, le foto accompagnate da un articolo che a leggerlo sembra redatto dalla banda bassotti finiscono in rete e generano però migliaia di commenti infarciti di insulti e di sarcasmo su temi diversificati. A partire da Povia, che canta per una comitiva di anziani, si sviluppa una discussione su immigrazione, omosessualità, patria, lega, partiti filogovernativi, lavoro, polizia, corruzione. Insomma tutti a darsi battaglia. Probabilmente anche questo è un aspetto di quella società liquida di cui parlava Bauman.

Affidarsi a Povia per incazzarsi o per farsi quattro risate.