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Milioni di razzisti e milioni di fascisti sotto casa

Milioni di razzisti e milioni di fascisti sotto casa

E' come se ci aspettassero sotto casa. Vivono solo nella rete?

Vent’anni fa la dialettica esercitata nel sistema di relazioni con gli altri era selettiva, discriminava a monte i soggetti che partecipavano alla discussione. Se frequentavi i circoli giovanili della sinistra non correvi il rischio di incontrare fascisti o sostenitori di ideologie di destra e ciascuno argomentava a casa propria conscio che ci si poteva anche massacrare a parole ma alla fine si mangiava insieme una pizza, si andava alle stesse feste, si ascoltavamo la stessa musica. Una forma di stratificazione organizzata nel tempo e nei luoghi deputati a contenere solo microsistemi di relazioni interpersonali. Esistevano anche discussioni isolate tra compagni di classe maschi e compagne dall’altra parte. Non eri costretto sempre a confrontarti e forse era un'ottima cosa per la salute pubblica e politica.

Nel 2017 Facebook in particolare ha messo tutti dentro a commentare notizie create appositamente da creativi di titoli geniali, fatti apposta per contenere tutti e non lasciare fuori nessuno, per amplificare il conflitto e aumentare la diffusione dei click.

Nessuna pretesa etica e nessuna regola a cui sottostare, almeno questo sembra essere la gerarchia dei valori per i quotidiani on line italiani, con la visibilità al primo posto per vendere. La deontologia della categpria professionale dei giornalisti assomiglia sempre più alle navi sparite dentro il triangolo delle bermuda e non sono più i lettori ad seguire i loro giornalisti preferiti ma al contrario sono i giornalisti che inseguono la massa informe di fascisti e razzisti. 

Abbiamo scoperto che esistono milioni di razzisti, misogeni, omofobi, animalisti, ambientalisti, violenti e vigliacchi che di botto si sono fatti avanti, si sono agglomerati nella rete e non ci lasciano tornare più indietro. Odiano la politica, non si fidano delle istituzioni, della scienza e delle religioni teologiche, non leggono, non si informano, esprimono solo opinioni polarizzate. Non si può fare nulla ed è difficile mostrare indifferenza, esercitare l’apatia nei loro confronti, fare finta che non esistono. E' la cosa che abbiamo fatto noi che ci autodichiariamo dialettici e istruiti, civici per almeno centocinquant'anni. La sensazione però è che il mare delle opinioni non sia più pulito e navigabile.