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Meravigliarsi e dimenticarsene

Meravigliarsi e dimenticarsene

Attendere un mese e qualche giorno in tutta serenità prima di doversi recare dentro le cabine elettorali per l'appuntamento nazionale è possibile? Sopravvivere a questo festival mediatico delle bugie e delle stupidità può essere un'impresa ma ci sono diverse strategie per difendersi da questa debacle cognitiva. Nell'ultimo anno ne ho messa a punto una che può apparire in aperta dissidenza con la storia costituzionale e molti giustamente storceranno il muso, perchè deresponsabilizza, viola il principio di conservazione del diritto a partecipare alla scena contribuendo alla discussione.
In fondo ciascuno di noi ha il suo piccolo palco, attraverso i social e la rete degli amici e dei colleghi. Da sempre siamo abituati a categorizzare scoprendo le opinioni e anticipando il voto che eserciteranno in riservatezza, come se dovessimo sempre ribadire la nostra identità politica anticipando la mossa dell'altro.
Ad esempio oggi va molto di moda il paradigma dello scarto, rispetto alla propria storia personale. Collochi gli amici sempre a destra o a sinistra e loro, invece, ci tengono a farci sapere che in questa tornata elettorale daranno un colpo di spugna alla loro storia votando il Movimento Cinque Stelle.

La strategia è semplice: stupirsi e meravigliarsi per tutte le baggianate che i rappresentanti di questa tornata dicono, alcuni con principio di demenza senile. Stupirsi e dimenticarsene, tornando alle cose che ci piace fare, senza sensi di colpa strutturali, sociali e giuridici. Perchè non tutto ciò che accade è 'politico', anzi la maggior parte delle cose che ci fanno soffrire hanno poco a che fare con la politica e molto con l'attenzione esasperata ai controllori finti del nostro comune destino. La nostra felicità dipende dalle nostre passioni intime, dal sistema delle relazioni parentali e con i colleghi di lavoro. Poi se dovessimo davvero conoscere qualcuno che stimiamo e che è impegnato, che si è fatto un'idea precisa di ciò che bisogna fare per cambiare la vita in un ambito delle attività umane, a beneficio della maggior parte di noi (nel noi ci inseriamo tanti soggetti: gli alberi, le gabbianelle, le api, i pelosi, i bambini, i nostri vecchi, l'aria) possiamo anche votarlo, ma dimentichiamo i programmi e i partiti perhè sono tutti vecchi, impraticabili, inconsistenti. Non per ragioni complesse, semplicemente perchè dentro la comunità e sui territori non esistono più, perchè non si fa educazione politica e formazione.
Quindi non parliamone, cambiamo canale, leggiamo i libri, andiamo al cinema e al teatro, beviamoci le birre con gli amici, evitiamo i dibattiti, non informiamoci, non facciamo dialettica, non litighiamo. Facciamo le cose che ci piace fare e aspettiamo tempi migliori, qualcosa che accadrà indipendentemente dal nostro sentimento di fancazzismo e, soprattutto, indipendentemente da loro. 

Photo: Sfogo urbano libero di Carlo Baiamonte