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Le parole che non mi hai mai detto

Le parole che non mi hai mai detto

E' la festa del Papà e tu non ci sei!
Sei stato un papà difficile e quanto a dispensare bene non era il tuo forte avendo delegato il tutto alla mamma.
Sei stato presente per l'aspetto materiale, e di ciò non mi posso lamentare, ma quello che mi è mancato è stata una carezza o magari anche una sberla che mi avrebbe ricordato la figura del padre, presente. Di solito la vecchiaia rende più buoni dovendo affidare ad altri la propria vita e questo, per una sorta di sudditanza psicologica, dovrebbe essere una regola, ma non per te. Non c'è stato dialogo ragionato se non le semplici domande di sempre e quando, a diciassette anni, avevo deciso di lasciare la nostra casa, per lavoro, non mi hai fermato e non hai neanche tentato di dissuardermi.
Soffrivi la mia "autorità" quando io, uomo ormai adulto, ti rimproveravo per il tuo essere nei confronti degli altri, per la tua intransigenza e per quella cocciutaggine che ti rendeva inviso e sofferente, e a nulla serviva la giustificazione dell'età per quella inevitabile invasione da parte della senilità. Però, quando era ormai prossima l'ultima ora, mi hai "aspettato", ed io, uomo adulto, lontano da casa, ero lì, c'ero a stringerti la mano e a rimproverarmi, ormai troppo tardi, di non averti parlato, di non averti chiesto perchè non mi avevi mai detto quella parola "ti voglio bene, mi interessa di te"! 

Spero, quando hai raggiunto l'aldilà che ti attendeva il padre che avevi perso tanti anni fa, sotto un bombardamento del fuoco amico, e che ti abbia abbracciato dicendoti "ti voglio bene", quelle parole che non hai mai avuto per me!
Auguri papà: oggi è la tua festa.

Giovanni Mannarano*

(*) Giovanni Mannarano, collabora alla sezione Penning del Blog. Palermitano di origine e valtellinese di adozione, fotografa, scrive di teatro, viaggia con un sentimento altalenante di diaspora narrativa.

Photo: Carlo Baiamonte