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La polarizzazione degli astani che si sono suicidati

La polarizzazione degli astani che si sono suicidati

I finti antifascisti e i finti fascisti popolano il web e fanno perdere tempo

La polarizzazione a cui assistiamo ogni giorno sui social tra fascisti e antifascisti è interessante. I giornali di partito ci sguazzano perché possono soddisfare lo zoccolo duro dei loro lettori, lo zoccoletto nostalgico del vecchio modo di fare informazione, rimasto fedele all’acquisto del cartaceo nelle edicole, qualcosa che Nietzsche giudicherebbe un residuo dell’atteggiamento antiquario di fare storia.
Da una parte ci sono i fascisti social, gruppuscoli che vivono più dentro le pagine di facebook e che godono della cassa di risonanza dei profili dei tre mostri cattivi di questo genere nuovo, la fiaba nera: Mussolini, Salvini e Meloni. Sono davvero dei gruppi sparuti, assomigliano ai piccioni urbani a cui buttiamo briciole di pane nei giardini pubblici. Quanto conta un piccione urbano nella tassonomia animale? Sono anche brutti e infelici, a partire dal taglio dei capelli, qualcosa che sta a metà tra i capelli di un punk e quelli di un giocatore di calcio quattordicenne di categoria, si aggregano come i vermi dell’intestino, un groviglio di carne che trova senso solo nel ventre molle, una zona che non vediamo, a stretto contatto col cibo che ha superato da un pezzo il palato e non ha più alcuna consistenza. Esistono come esisterebbero i vermi delle nostre pance se solo potessimo assistere ai loro pranzi attraverso un sondino invasivo.

Gli antifascisti invece chi sono? Ci sono quelli veri che hanno un buon grado di consapevolezza storica,  vivono e lavorano  e sono generalmente persone impegnate che pagano le tasse e non si alzano la mattina con l’idea che devono sbraitare contro qualcuno. Poi ci sono quelli finti dei social, che cadono nella trappola dei gruppuscoli di casapound o di forza nuova, dei likes dei giornali di partito che per fare traffico sui social mettono gli uni contro gli altri.

Fidatevi, non contano un cazzo, buttiamo il sondino ed evitiamo di condividere questo tipo di informazione improduttiva e sterile. Sono come astani sui comodini che si sono suicidati.