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La dichiarazione di Gianfranco Miccichè? Tutta colpa del wormhole

La dichiarazione di Gianfranco Miccichè? Tutta colpa del wormhole

Solo ad un uomo dell'Assemblea Regionale Siciliana poteva venire in mente una dichiarazione così antidemocratica

Mi è recentemente capitato di rivedere un film che aveva sollecitato già la prima volta il mio interesse, essendo un appassionato del genere  di fantascienza. Si tratta di Interstellar, diretto in maniera magistrale da Christopher Nolan con un cast straordinario ed un'interpretazione impeccabile del solito Matthew McConaughey. E’ un film che ho sempre suggerito ai miei amici appassionati del genere, in particolare ai miei colleghi insegnanti di fisica perché Nolan, che ha anche scritto la sceneggiatura, sviluppa in questo film una ricca miscela di teorie intorno al meccanismo del viaggio attraverso un wormhole.
Sembra un parolone ma le cose sono abbastanza semplici. Letteralmente significa ‘buco di verme’, ma nel significato complessivo del film un wormhole è una specie di scorciatoia all’interno dell’universo che consente di saltare da un punto e da uno spazio all’altro vivendo esperienze temporali diverse.

Rivedendo il film mi sono venute in mente le dichiarazioni del neopresidente appena eletto dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’onorevole Gianfranco Miccichè.

Certo è strano che un film post moderno come Intestellar, (ricordiamo che l’astronauta protagonista continua a vivere ed amare e invece dovrebbe essere deceduto insieme alla figlia che ha abbandonato sulla terra in cerca di case dell’universo abitabili), solleciti un ricordo così burocratico e atroce.

Ho pensato invece a Gianfranco Miccichè che nella settimana precedente alla festa del Natale, giorni difficili nei quali la maggior parte degli esseri umani erano probabilmente in preda ai deliri da estratto conto, alle prese con il surplus dell’isola che non c’è da dedicare ai regali e a qualche capo nuovo, ci ha fatto dono di una grande dichiarazione da presidente neoeletto tra lo scandalo e i titoli di Lercio: rimuovere la soglia che stabilisce un tetto massimo per lo stipendio dei dirigenti regionali.

Solo per coloro che non sono siciliani ricordiamo che l’archetipo del dirigente regionale nell’immaginario siculo corrisponde ad un uomo che non è disponibile ad inviare dall’ufficio nemmeno un fax ma guadagna anche 18.000 euro al mese, va in pensione a 55 anni, sistema i parenti e gli amici, affossa i conti della regione obbligando le varie giunte che si avvicendano a chiedere mutui alle banche tedesche. Questo è l’identikit del dirigente regionale, un personaggio con il quale, se facesse parte delle carte del mercante in fiera, nessuno vorrebbe mai averci a che fare perché il rischio sarebbe quello di ammorbare tutte le carte e gli investimenti.

Ho pensato ad Interstellar perché ad un certo punto mi sono chiesto dove abbia mai vissuto in questa lunga fase di recessione e di timido tentativo di una piccola parte della politica di dare una parvenza di dignità etica ai comportamenti ed alla tenuta pubblica, quantomeno delle cose da dire e da declamare. Per fini elettoralistici e per pura convenienza, qui non se ne vuole fare una questione morale in modo da non essere considerati fermi al pensiero di Enrico Berlinguer. Ma davvero... a chi verrebbe in mente in un’epoca in cui la corruzione è entrata anche nei panettoni regalati dalle istituzioni politiche alle ong di dichiarare che vanno incrementati gli stipendi dei fancazzisti? 

Solo ad un uomo che si è scordato le quattro regole del vademecum del marketing ed ha invece usato dal 2003 ad oggi un grande wormhole.