
L'uomo dei piccioni
L'uomo dei piccioni è un romanzo di Salvatore Scalisi. Nella vicenda di Stefano, il protagonista del romanzo, il tema della depressione e della solitudine si intrecciano nella scelta radicale di uscire definitivamente dal tetto familiare, una nuova dimensione di vita di strada, qualcosa che nell'ordinario non si potrebbe mai immaginare.
Stamattina passeggiando tra i viali di Villa Giulia, a Palermo, un luogo a cui sono molto legato dai tempi di Ciccio, il mitico leone che è rimasto ospite-prigioniero sino alla metà degli anni settanta, ho incontrato Giovanni (nome immaginario).
Non abbiamo scambiato alcun tipo di colloquio perchè ho intuito che non aveva voglia di intrattenersi nè con me, né con un altra ragazza che aveva provato ad avvicinarlo.
Non importa scambiare chiacchiere e gesti, nemmeno stabilire una relazione identitaria. Gli incontri disinteressati e casuali, sono da considerare una contingenza del dono, accadono e vanno pigliati nella loro semplicità.
Giovanni non è comunque un uomo di strada, non sembrerebbe, è troppo curato e i sacchetti di plastica che portava con sé erano lindi e nuovi. Probabilmente è un ultra-pensionato che porta da mangiare ai piccioni di Villa Giulia, senza che ci si debba chiedere la ragione, intessere una storia articolata e interessante come quella raccontata nel romanzo di Scalisi.
I piccioni sono una componente collaterale della vita di strada e di un processo cognitivo non scevro da pregiudizi, sinapsi robuste che ci fanno consegnare alcuni particolari soggetti umani all'invisibilità.
Non è accaduto con Giovanni che rimane impresso nei miei scatti del primo Sabato del mese, una decade -quella di Febbraio-, a cui sono molto legato.

