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L’insostenibile leggerezza dei social

L’insostenibile leggerezza dei social

I richiedenti asilo hanno il pisello piccolo

Le neuroscienze hanno con un’abbondante letteratura evidenziato l’esistenza di una percentuale significativa di soggetti alessitimici, individui in cui le emozioni risultano del tutto o parzialmente assenti. Gli alessitimici sono incapaci di descrivere i propri stati emotivi, con una carenza nella componente interpretativa e valutativa degli affetti. Gli individui alessitimici hanno ridotte possibilità di organizzare gli elementi che caratterizzano la loro esperienza corporea in una rappresentazione mentale complessa e organica.

Ora se a questa componente aggiungiamo forme più o meno gravi di analfabetismo funzionale otteniamo individui della specie di Salvini o soggetti con caratteristiche intellettive equipollenti ai militanti nelle organizzazioni contro i vaccini, ai gruppi radicali di vegani, agli iscritti virtuali al M5S, agli adepti dei movimenti popolari per la moltiplicazione delle icone religiose.
Si tratta di gruppi umani molto ‘giudicanti’ che vivono attaccati allo smartphone e ingurgitano giornalmente, attraverso un software speciale conosciuto con il nome The truth fucks you, anche 500-600  post contenenti feed che fanno riferimento ad alcune parole chiave eccellenti.
Non è possibile in questa sede elencare le migliaia di parole chiave che vengono generate sul web e intercettate polemicamente da questi gruppi. Sappiamo però che se gioisci, se partecipi al pride, se fai gli auguri di compleanno a un deputato, se esprimi un opinione positiva sui sofficini, se vuoi rilassarti, vaccinare tuo figlio, bere una coca cola, fare i complimenti al tuo sindaco che ha organizzato un evento ben riuscito, mostrarti accogliente verso i richiedenti asilo, ascoltare alba chiara in santa pace si attivano tempestivi generatori di webstronzate.
Per fare un esempio, se scrivo: ‘Ieri sera sono stato al pride e mi sono divertito’ si attivano immediatamente sinapsi della matrice “The truth fucks you’  e a seguire leggerò commenti del tipo ‘Che mangi carne ormonata? Non lo sai che così ti crescono le tette e se ti guardi allo specchio ti vedi donna e diventi gay?’ oppure ‘pervertito’, ‘indeciso’ o, nei casi dei finti esperti di psicologia ‘invertito’, che sembra una roba di prese elettriche.
Vediamo che succede se scrivi: ‘Oggi ho vaccinato il mio cucciolo di tre mesi’. Se è un cucciolo di uomo scriveranno ‘Auguri, controlla se si muove, a quest’ora sarà già morto!’ Se invece trattasi di cucciolo di cane o di gatto scriveranno: ‘Hai fatto bene gioia, sei un umano straordinario! Il Dio cane ti accoglierà.’
I peggiori sono però gli alessitimici razzisti. Secondo ricerche condotte in ambito clinico a Bergamo alta pare che, tenuti in coma farmacologico, i componenti di questi gruppi utilizzino un lessico di venti-trenta parole. Le più quotate sono: 35 euro, telefonini nuovi, le case agli italiani, violentano le nostre donne, sono terroristi, trasmettono malattie. Recentemente si sta affermando la frase ‘hanno il pisello piccolo’ ma in alcune fasi di coma più profondo i salviniani puri pare pronuncino questa frase,  con una variante: ‘magari noi leghisti avessimo un pisello grosso come il loro!’

Nell’ambito della dicotomia pro e contro vaccinazioni i gruppi più radicali gestiscono set di opinioni contrapposte, tutte senza alcuna attendibilità scientifica. Non amano discutere perché usano solo proposizioni principali e non conoscono le subordinate. Le frasi più diffuse sono ‘Il tetravalente è una merda’, ‘Vaccina tua madre’, ‘Caccone glaxista smith klein’.  Nell’altro versante: ‘Io mi vaccino anche il pisello contro la meningite del pisello’, ‘Ho vaccinato mio figlio dodici volte per dodici’, ‘Mio cugino mi ha detto che nel molise nascono già vaccinati’, 'L'autismo non esiste'.
Non mancano gruppi che si formano nell’arco di poche ore, per tornare nelle 48 ore successive ad intercettare altre pagine cu cui sfogare la loro alessitimica incapacità di gioire. Recentemente in occasione dei 40 anni di carriera festeggiati da Vasco Rossi a Modena i commenti più cliccati sono stati :’Sei un drogato’, ‘Tossico’ , ‘Camperista ti è andata male, ma era scritto’, ‘Musicalmente non esisti’ ‘Eravate in tre, tu, Vasco e Bonolis, il resto effetti speciali’.

I giudicanti proliferano sul web ma non ricordano quasi mai che gli altri li pensano molto meno di quanto loro vogliano credere. Molto meno di una soluzione salina vaporizzata in una seduta di aerosol.