MENU ×
Il trattore di colore rosso

Il trattore di colore rosso

Brevissimo racconto di cosa si può fare possedendo un trattore di colore rosso

Mio padre coltivava un appezzamento di terreno in località Sabelli di Roccella, un fondo agricolo della Sicilia e non aveva un trattore di colore rosso! Faceva tutto a mano, come in passato aveva fatto suo padre e prima ancora suo nonno,  e tanto gli costava fatica, ma non si lamentava  e quando gli ricordavo che se avesse avuto un trattore di colore rosso avrebbe avuto più tempo per sé rispondeva “   e poi cosa me ne faccio del tempo in più?”

Se avesse avuto un trattore di colore rosso avrebbe potuto preparare il terreno con le forti braccia del trattore di colore rosso che, avanzando lento e pacioso fra le grasse zolle di argilla, dondolandosi come un grasso bue meccanico, avrebbe finito in meno di niente tutta l’aratura del campo.

Il trattore di colore rosso, che mio padre non possedeva, sarebbe stato parcheggiato sotto una tettoia appositamente costruita e  lì avrebbe atteso di iniziare il lavoro nei campi. Sarebbe stato alimentato con gasolio agricolo,  quello scuro come la pece, che quando brucia emette fumose nuvole protese al cielo, ed avrebbe anche scoppiettato nella camera di combustione, come se tossisse, come se avesse difficoltà a respirare, forse per quel fumo nero come la pece, per poi partire, una volta scaldato, pacioso e lento verso le zolle che non vedevano l’ora di essere “massaggiate” da quel bel trattore di colore rosso. Avrebbe avuto la cappotte di tela cerata quel trattore di colore rosso, per le prime fredde mattine autunnali, come se fosse una coppola che copriva e riparava anche del sole estivo. 

E quanta invidia avrebbe suscitato il trattore di colore rosso quando avrebbe smosso la terra mentre gli altri facevano ancora a mano. E poi con quelle lunghe leve, che sarebbero sembrate delle lunghe braccia, si sarebbe guidato il trattore di colore rosso facendolo girare ora a sinistra, con la leva di sinistra, e poi a destra con le leva posta a destra: si, perché il trattore di colore rosso non avrebbe avuto il volante, e ciò l’avrebbe reso ancora più interessante. Sarebbe sembrato di guidare un vecchio carro armato tanto avrebbe cigolato quando  sarebbe stato mosso verso i campi.

Ed io giovane ragazzo non avrei forse curato e coccolato quel trattore di colore rosso? Non avrei forse tolto l’argilla secca dalle sue ruote e pulito della polvere secca della terra riarsa che l’avrebbe reso pallido nel colore? Non avrei forse giocato seduto sul duro sellino simulando una guida spericolata attraverso i campi? Se soltanto mio padre avesse avuto un trattore di colore rosso avremmo potuto fare tante cose e la sera, finito il lavoro, mio padre sarebbe  potuto tornare a casa con il trattore di colore rosso che, ancora caldo per parecchio tempo, avrebbe accolto, la notte, i nostri gatti che si sarebbero raggomitolati sul cofano del motore, dove,  facendo le fusa, avrebbero raccontato a quel trattore di colore rosso quanti topi avevano rincorso e da quanti cani erano stati inseguiti.

Poi, durante la festa del patrono, il trattore di colore rosso avrebbe sfilato coperto di fiori e ghirlande senza sfigurare tra i più grossi trattori, nessuno di colore rosso, e sbuffando allegramente tra le tante persone venute a vederlo avrebbe emesso lo sbuffo nero come la pece, come a voler ricambiare il saluto.

Ma mio padre non aveva un trattore di colore rosso.

Giovanni Mannarano*

Il racconto breve è tratto da una raccolta di storie e pensieri vissute da un giovane ragazzo della periferia sud est di Palermo

Foto di copertina di Giovanni Mannarano