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Il Pd vince sempre

Il Pd vince sempre

All'indomani dei ballottaggi amministrativi il segretario del Pd Matteo Renzi dichiara di avere vinto

Nel 1994 un mio amico venne lasciato dalla fidanzata. Una vicenda di ordinaria affettività ma lui la prese male. I due non andavano d'accordo,lei sognava casa, lavoro, stabilità economica, marito protettivo, figli. Lui sognava la rivoluzione socialista. Lei lasciò lui. Lui inizio a piangere, ferito due volte: da una parte c'era la mancata rivoluzione e i compagni comunisti che avevano perso la strada, dall'altra la sua donna e compagna di vita avventurosa che era impazzita.
Lui aveva conservato tutti gli articoli sulla svolta della bolognina e sulla fine della sinistra comunista mentre Berlusconi vinceva le elezioni e D'Alema diventava il nuovo segretario del PDS.
La fine di Occhetto segnò anche la fine del suo fidanzamento. Seguì una lunga fase di depressione, un tunnel senza luce, sei mesi di collasso cognitivo e dieci mesi per tentare di ricostruire l'autostima. Fu una lunga fase di telefonate col sottoscritto, lunghe conversazioni con il telefono fisso in cui cercavo di spiegargli che questi accadimenti sentimentali seppure tristi e dolorosi popolavano la terra e la memoria, che a volte dopo alcuni anni ci si rendeva conto di non essere compatibili per mille motivi.
In generale le sue reazioni erano a difesa sia della purezza dei suoi sentimenti, sia della bontà delle intenzioni occhettiane e non si capiva mai dove finiva l'amore per Agata e dove cominciava quello per Achille. L'ho confortato per un anno mentre Agata si rifidanzava e si apprestava a sposare un nuovo amore, uno di forza italia, impiegato e vigile del fuoco, senza preamboili e ripensamenti, negando al suo ex-fidanzato il saluto e la felicità.
Per un anno intero cercò di convincermi che Agata, che nel frattempo usciva con un altro (trombava con un altro, ndr), l'amava ma non ne era consapevole, voleva tornare da lui ma non ne aveva il coraggio, gli avrebbe chiesto presto scusa.
Si invento che l'intero quartiere era al corrente delle intenzioni segrete di Agata e in ultima fase quando tutte le ipotesi erano naufragate immaginò sarebbe diventato presto il suo amante. Nel frattempo lei organizzava il matrimonio, prenotava la chiesa, i fiori, il viaggio di nozze da un conoscente comune, titolare di una piccola agenzia turistica. E tutti riferivano al mio amico che Agata era felice, che non lo salutava perchè voleva se ne facesse una ragione, trovasse pure lui una donna, uscisse da quello stato in cui aveva preso anche 15-20 chili.
E tutti a dirgli che aveva perso, che la partita era finita, che era venuto il momento di ritirarsi da questo amore impossibile, che la situazione richiedeva realismo (sentimentale e politico), che la sua vita doveva oramai condurla senza Occhetto e senza Agata.
Le cose non cambiarono, lui continuò a considerarsi un vincitore morale in quel fallimento amoroso e credo che non abbia più avuto un'esperienza sentimentale di quella portata.
Domenica sera e lunedì ascoltando i commenti delle segreterie regionali del pd e poi la dichiarazione del suo segretario Matteo Renzi secondo cui il Pd avrebbe vinto le elezioni mi è venuta in mente la storia del mio amico ed ho ricordato le interminabili telefonate in cui dichiarava di non essere mai stato lasciato, tradito, abbandonato. Non so spiegare perchè mi sia venuta in mente quella esperienza. In fondo in politica e in amore quando si perde occorre una grande forza morale, perchè in entrambi i casi si tratta di perdita dell'eros, di lutto e di consenso.