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I rom, il mare e l'inverno a romagnolo

I rom, il mare e l'inverno a romagnolo

Il mare e i rom a Palermo funzionano come una sinapsi. Nella cattiva amministrazione della periferia sud est questa sinapsi si accende e si spegne come le lampadine dell’albero di natale. Funziona con tutte le amministrazioni perché quella parte del territorio della città, molto di più di altri quartieri, non è governata dalle istituzioni, almeno non dall’amministrazione comunale, non dalla capitaneria, non dal demanio. Pare che nel 2015 l’istituzione locale della seconda circoscrizione abbia raggiunto l’obiettivo di liberare tutto l’arenile che si sviluppa dalla foce del fiume a Ficarazzi dalle grinfie della Provincia regionale di Palermo, per intenderci quella che non esiste più, abolita insieme alle altre province italiane per risparmiare alcuni miliardi.

Questa parte della città non ha speranze, non mi stancherò mai di scriverlo, è terra di nessuno, accozzaglia di attività abusive, compreso il parcheggio dell’unico ospedale della costa sud est. Quartieri diversi accomunati dall'estorsione ai commercianti e dalla noncuranza verso qualsiasi progetto di rinascita civile. Funzionano un pochino le parrocchie, la cultura residuale degli scuot che però non fa paura a nessuno, non funziona il pd alleggerito dell'esperienza comunista e associazionistica, orfano da quindici anni dell'istituto autonomo case popolari che vantava rapporti con gruppi di residenti. Un sistema di parvenze che vale si e no il 10 % con i candidati più moderati e meno combattivi. 

In estate, ma in generale tre-quattro volte l’anno accade che gruppi di rom si insediano temporaneamente, soste di due-tre settimane, il tempo di riorganizzarsi in attesa di un altro spostamento verso una città meno caotica e con qualche risorsa in più. Da Palermo in buona misura scappano anche loro, non sono un problema per la riqualificazione di questa parte della città. Si fermano dove capita, in particolare dove nessuno può dare fastidio, tra residenti e forze dell’ordine, nei posti che non appartengono a nessuno e non sono reclamati in termini di cittadinanza e di appartenenza.

La seconda circoscrizione che raccoglie tutto il litorale, otto chilometri, nel tempo ha espresso un buon numero di consiglieri comunali, assessori, contribuito al successo di diversi deputati regionali e nazionali. In alcune borgate come lo Sperone e Brancaccio i voti vengono prevalentemente acquistati secondo modalità consolidate che funzionano e vincono il tempo: pasta, buoni carburante, caf disseminati e affidati al capolarato degli elettori, favori, bollette da pagare, cene sociali, rappresentanti di lista a rimborso spese. Scuole e uffici dei servizi sociali sono come le garitte dei campi minati e l’impressione che si ricava è che tutto sia in equilibrio, non conosca scossoni nemmeno nei moti di orgoglio civili dei giovani o di qualche vecchio comunista. Né la nuova realtà come il movimento cinque stelle è riuscita ad attecchire, almeno non come si pensava nella prima fase, quando i volontari pulivano le spiagge.
L’indifferenza lì è una patologia cronica ed ai residenti importa poco assistere ad un’opera di riqualificazione della costa, votare con coscienza, così come importa poco dei rom che si fermano un paio di settimane per sciorinare i panni e prendere fiato.