Guardare Fuori
I vantaggi della quarta età: non vieni percepito come un soggetto produttivo e non vieni misurato in ciò che fai.
I miei nonni stavano ore ed ore affacciati a guardare la via, il cortile, la realtà con le sue anomalie. Lo sguardo gettato fuori, a partire da un bagaglio di esperienze di vita, caratterizza la maggior parte delle persone anziane. E' un 'fuori' carico di senso, privo di temporalità, perchè il tempo organizzato e progettuale si è dilatato e non c'è più la fretta di bruciare le tappe, di fare e di raggiungere obiettivi concreti, misurabili.
I vantaggi della quartà età: non vieni percepito come un soggetto produttivo e non vieni misurato in ciò che fai.

Il fuori, per i miei nonni, abituati ai ritmi della campagna e degli orti, era tutto una stranezza come può sembrare ad un ragazzino di città la vista degli ortaggi nel luogo in cui crescono. Avevano una percezione elementare della realtà in cui contavano pochissimi ed elementari valori: la salute, la cura per i figli e per la casa, Dio e la provvidenza. Il futuro doveva essere più roseo della guerra e della fame; era possibile sperare che le cose andassero progressivamente meglio. I figli erano il maggiore investimento; se poi mettevano al mondo altri figli, con i nipoti, era un po' come conquistare la luna, proiettarsi nello spazio. I miei nonni hanno messo piede sulla luna con i loro 9 nipoti e 8 pronipoti.
Per i miei nonni la realtà era uno scatto minimal e il loro affacciarsi 'fuori' era uno stupore continuo.
Quasi mai percepiamo gli anziani come soggetti capaci di incuriosirsi, me ne sono accorto tardi, quando ormai i nonni erano vecchi e si erano ammalati. Si stupivano, oramai costretti a stare seduti o allettati, anche dei ricordi che venivano in mente col loro carico di emozioni e di malinconia. Mio nonno piangeva spesso, soprattutto ricordando l'episodio in cui era stato costretto a percorrere a piedi Macerata-Palermo insieme ai suoi commilitoni.
Gli anziani si meravigliano come gli altri, mentre noi adulti con i nostri filtri tendiamo ad archiviare la loro esperienza e con essa il loro sguardo. Invece sono il tesoro della nostra memoria, ogni loro parola, i loro occhi luminosi sono doni che vengono da lontano.
Foto e testo di Carlo Baiamonte (*tutti i diritti riservati)