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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Sono 84 le vittime del femminicidio in Italia nei primi nove mesi, un trend costante e lievemente in aumento rispetto agli anni precedenti. Il femminicidio si conferma un fenomeno trasversale preoccupante su cui gli investimenti nell'ambito delle politiche di prevenzione andrebbero incrementati del 200-300% perchè la sensibilizzazione, in un contesto culturale che via via è divenuto sempre più complesso, richiede strategie diversificate ed un progetto a medio e lungo termine. Nella manifestazione di Palermo, come altrove, si registra una scarsa presenza maschile, in genere compagni e amici trascinati all'interno della protesta da un senso collettivo di responsabilità di genere.
Eppure questo non è un problema delle donne ma prevalentemente degli uomini, del linguaggio e del potere maschile che scopriamo non essere solo uno sfondo in cui si stagliano i femminicidi ma il cibo principale, la struttura che regge la parola e il senso pervasivo di una relazione che si presenta ancora asimmetrica e difficile. La scuola e il terzo settore svolgono grandi compiti, le famiglie invece sembrerebbero un po' meno attrezzate. Informazione e conoscenza sono ancora le parole d'ordine ma solo se interiorizziamo, in particolare gli uomini, la necessità di sacrificare vecchie formule in cui lo stile cognitivo che colloca la donna in una dimensione subordinata continua ad allenarsi quotidianamente. Dovremmo sfilare con loro, sempre, ogni qualvolta scendono nelle piazze, partecipare ai programmi di sensibilizzazione, mobilitarci, non sentirci in colpa per qualcosa che non abbiamo mai fatto ma sentire il peso di una responsabilità storica, sociale e culturale. 

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Foto del corteo di Palermo, Carlo Baiamonte