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Funzionava e Bruciava

Funzionava e Bruciava

Sulla vicenda dei roghi giriamo come i mulini a vento

Avevo 17 anni, siamo nel 1984, un periodo lontanissimo biograficamente ma non per le questioni della Regione Sicilia, quando per caso mi sono imbattuto in una conversazione tra forestali precari che facevano servizio nella zona di gibilmanna. Mi trovavo a Misilmeri a casa di un compagno di liceo che mi aveva invitato a pranzo per fare insieme l'odiata matematica. A pranzo il nonno, il padre e un amico di famiglia discutevano animatamente di questioni spicciole del settore forestale: rimboschimento, rinnovo contratti, deputati che erano stati eletti in quella circoscrizione ed avevano preso impegni con gli stagionali. Allora non davi molto peso ai contenuti di certe conversazione tra adulti perché per noi adolescenti si trattava di pallosissime esigenze dei grandi, anche se io da li a poco avrei iniziato una serie di esperienze di volontariato nella tutela ambientale e nella difesa degli animali con lipu, lav e lo scodinzolo, un rifugio privato ubicato sotto il ponte Corleone, gestito da Liliana, una donna straordinaria. Uno dei tre, non ricordo esattamente chi, con grande chiarezza espose la strategia viscerale secondo cui al mancato rinnovo dei contratti la sua squadra avrebbe reagito bruciando tutto. Aggiunse che anche con il rinnovo avrebbero ugualmente bruciato una zona più piccola perché a nessuno venisse in mente che non c'era piu bisogno della loro opera. Questo piccolo aneddoto non lo sto raccontando per suffragare la teoria che i forestali bruciano i boschi ma solo per rendere conto di un atteggiamento, dalle nostre parti diffuso, di scarsa considerazione del verde e della montagna. Il baratto dei contratti e le politiche agricole sono il terreno invischiato di una collaborazione tra gli enti locali e l'elettorato che funzionava, eccome se funzionava. Bruciava e funzionava.  

Ph: Carlo Baiamonte