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Boldrini VS Hater: 0 a 100

Il Presidente della camera non ha speranze se non le assegneranno un buon ufficio stampa. Ma alla governance finanziaria conviene?

L’originalità del caso Boldrini risiede nel ribaltamento della relazione persecutore-vittima, almeno questo sta accadendo nella sfera della comunicazione social per il modo in cui si è strutturata la relazione tra cittadini e istituzioni politiche nell’ultimo anno, ovviamente a scapito del presidente della Camera.
Gli haters e gli analfabeti funzionali sono molto efficaci sui social perché strumentalizzano le frustrazioni dell’italiano medio, alimentando un malessere e un senso di malcontento molto diffuso verso una classe politica giudicata indifferente e impegnata nella difesa di privilegi. Tale poi è in molti casi l’atteggiamento dei governanti, ma qui vale il paradigma che sono tutti uguali e tutti dittatori senza alcun distinguo all’interno di una categoria in realtà molto variegata, anche dentro lo stesso pd. L’aggravante che fa di questa situazione un circolo vizioso è il tentativo finora riuscito di colpire i ruoli istituzionali con disinformazione e a colpi di bufale.
Negli ultimi anni le bufale meglio confezionate hanno riguardato i migranti e le personalità che si sono schierate a loro difesa, in testa Laura Boldrini. L’esercito delle donne e degli uomini che la insultano ritiene di essere nel giusto, di vendicare con spirito patriottico la massa degli italiani pecoroni, subalterni al regime politico animato dal pd e dalla sinistra ipocrita e comunista. Dal suo canto la Boldrini invoca nuove leggi per difendersi dalle minacce e dagli insulti nel mondo virtuale, ricoprendo il ruolo della radical chic di sinistra, interessata poco alla conoscenza di quanto accade e molto invece a ratificare gli assetti della comunicazione politica. Non invita ad alcun ragionamento, non sollecita una riflessione a partire dalla personale situazione in cui si è trovata, a carattere etico o intellettuale. Semplicemente invoca una giustizia per sé e per tutti coloro che potranno in futuro essere insultati e minacciati, da buona generalista, con piglio assolutistico e procedurale.

Le sue richieste cadono nel vuoto, assomigliano sempre di più alle istanze delle mamme che invitano i compagni di gioco a comportarsi bene con i loro bambini, a non farli soffrire. Accade invece in queste situazioni che i mascalzoni continuano a comportarsi male, a fare i dispetti e l’invito produce l’effetto contrario. Spesso i bambini difesi dalla mamma sono i più antipatici, i più raccomandati, quelli che se la cercano, che ormai sono caduti nella spirale della vittima perchè così è.  
Laura Boldrini non ha speranze perché non sa comunicare, non ha un buon ufficio stampa, non è talentuosa, non sa superare i meccanismi di distorsione che si stanno cronicizzando. Gli haters alla fine (e meno male!) non le faranno nulla, perché bivaccano dietro le tastiere. Al pd conviene che esista una Laura Boldrini capace di raccogliere tutta la merda della comunicazione mediatica su di sé.