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Befane, fate, streghe, principesse. Non travestitevi

Befane, fate, streghe, principesse. Non travestitevi

Non c’è motivo che una donna debba travestirsi da befana. Molte di loro sono ancora solo mamme, madri, mogli, nonne, figlie e tutti i giorni assolvono ad una marea di compiti domestici.
Alcune, a ragione, odiano questi compiti di assistenza e di educazione, di governo della casa, di cucina e di ordine del focolare. Qualcuna può amare questi ruoli, molte si sentono madri e si sentono libere, molte però non hanno goduto dell’opportunità di scegliere una vita differente.
Queste ultime prima stavano in silenzio, oggi su facebook scavano buche, fossi veri e propri tra la loro identità effettiva e quella digitale. E’ un modo per compensare un cumulo di frustrazioni stabilendo che almeno nella rete puoi esercitare un ruolo differente, farti un sacco di amici, tentare di influenzare gli altri.

Non ce l’ho con le donne, mi spiace solo che tradizioni fatte da uomini maschilisti abbiano sempre affibbiato loro travestimenti e maschere comode, ruoli frutto di un giudizio morale: la fata, la strega, la principessa, la befana, la vipera e pure la gattamorta.

Il top del travestimento si realizza quando si combina il ruolo tradizionale della befana con la seduzione, una mistione che apparentemente scardina il ruolo sacro ma stabilisce ancora una volta che lei, la befana, in alcuni casi piuttosto che portare carbone e doni ai bambini  può donare se stessa, il suo corpo, le sue tette.
Insomma il 6 Gennaio evitate di travestirvi e fate ciò che volete soprattutto fuori dal letto e dalla cucina.