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Anniversario della strage. Chi ci sarà e chi non ci sarà. Salutare o voltarsi dall'altra parte.

Anniversario della strage. Chi ci sarà e chi non ci sarà. Salutare o voltarsi dall'altra parte.

Salvini ha criminalizzato la solidarietà e conduce una battaglia quotidiana contro i luoghi della produzione della conoscenza e dell'impegno sui diritti di tutti. Questo errore gli impedirà di essere accolto a Palermo, nella data più importante della vita di questa città.  

Come si fa a non salutare il ministro dentro l’aula bunker, un luogo simbolicamente forte, che non si presta ad essere assimilato alle sfumature di un dialogo difficile con il governo? Orlando predilige il muro, peraltro già parecchio alto, che man mano che la polarizzazione tra comunicazioni social si radicalizza impedisce di volgere lo sguardo, almeno nelle occasioni solenni, verso un’unica direzione.
Salvini è un tipetto difficile, le sue radici sono di una destra nuova, svuotata della tradizione, particolarmente aggressiva, elettoralmente qualunquista. Il suo zoccolo duro e i suoi seguaci sono perennemente incazzati, disconoscono i nuovi diritti di cittadinanza e non discutono con chi non la pensa come loro. Ha criminalizzato la solidarietà e conduce una battaglia quotidiana contro i luoghi della produzione della conoscenza, la scuola in prima linea, ma anche contro i media non allineati, i sindacati, le corporazioni vicine alla sinistra indebolendo la dialettica tradizionale che ha visto dialogare nel tempo mondi e interessi diversi. Nelle occasioni solenni e drammatiche mai ci si è sentiti così profondamente divisi come adesso, tra istituzioni politiche e società civile.

La dialettica della mafia e dell’antimafia politica mai è stata così svuotata di significato come in questa fase storica e il rischio che corriamo nell’ennesimo anniversario della strage di Capaci è lasciarci assimilare dalla corsa alle europee, in una difesa ad oltranza dei posizionamenti, a danno dell’impegno quotidiano ed effettivo contro la mafia. Abbiamo saputo che Orlando non saluterà Salvini, che farà finta di smanettare con lo smarthphone pur di non incrociarlo. Nemmeno Musumeci sarà presente alla consueta commemorazione di oggi pomeriggio all'albero Falcone.  Alla stessa maniera, poiché si tratta di una presenza solo fisica e formale, Matteo Salvini e il ministro Bussetti parteciperanno alla commemorazione del 23 Maggio, in qualità di ministro dell’interno e di ministro della scuola, dentro una storia ed un apparato che rimangono estranei alla loro esperienza.  

Ad un certo punto bisognerà confrontarsi, soprattutto se le elezioni europee confermeranno il successo della lega ma l’aula bunker, via Notarbartolo o il giardino della memoria non sembrano luoghi idonei, perchè questi siti sono segnati dal sangue e dai sacrifici di alcune migliaia di persone che nella stagione più importante della lotta alla mafia hanno imparato a fare cordata: magistrati, giudici, commercianti, imprenditori, vittime, pentiti, intellettuali, preti, cittadini qualsiasi, un movimento trasversale. Sembra che alcune associazioni, tra le quali l’Anpi, l’Arci e il Centro Impastato boicotteranno la presenza del ministro Salvini e la passerella dei politici che si svolgerà oggi pomeriggio intorno all’albero Falcone, scegliendo di aggregarsi nel Giardino della memoria, il luogo poco distante dalla casina No Mafia da cui fu premuto il telecomando che uccise Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.

In genere, i percorsi faticosi della memoria si svolgono a lungo termine e non funzionano con i picchi  personali e troppo umani di antipatia. Però in questo caso credo che i familiari delle vittime, insieme alla scuola, agli studenti e gli insegnanti abbiano le loro ragioni. Col registro linguistico dei razzisti e il cuore pieno di livore verso i siciliani che sognano ancora la libertà non puoi presenziare davanti all'albero Falcone.

Accade allora che il 23 Maggio del 2019 tutti i soggetti impegnati nella lotta quotidiana alla mafia faranno cordata e segneranno una pagina originale di forte discontiniutà con il governo, poco credibile e poco rappresentativo della cultura dei diritti e della libertà. Il Genio di Palermo sembra essere d'accordo.