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A te

A te

A te che, prima di dormire, preghi che mai la forza d’odiar ti manchi.

A te che d’odio ti nutri e con un filo d’odio condisci il pane caldo.
A te che d’odio ti copri nelle fredde notti d’inverno e smorzi la lampada ad odio prima di dormire.
A te che al mattino la riaccendi perché il tuo tempo sia ricco di occasioni d’odio, tutte da cogliere in silenzio, che il silenzio è d’odio e tu lo sai.
A te che la terra è giardino dove seminar odio e ne riempi il pugno, che ovunque cada attecchirà. 
A te che di pazienza d’attenderne i frutti ne hai tanta e li raccogli, pensando già a chi ne farai dono. 
A te che d’odio sorseggi un bicchiere al bar ed in cantina tieni fusti e botti che la tua dose non ti manchi mai. 
A te che d’odio allatti al seno il figlio, che solo lui è bambino e nessun altro degno. 
A te che ammanti l’odio prezioso, nascondendolo alla vista dell’altro, degno solo di soffrirne non di avvedersene.
A te che, prima di dormire, preghi che mai la forza d’odiar ti manchi.
A te ... ma non è che ti stai sbagliando ed anziché Odio, vorresti dire: Oh, Dio?

Viviana Stiscia

 

Foto di Carlo Baiamonte: Caduta di Icaro, Teatro Andromeda, Agrigento


Viviana Stiscia